Venerdì 11 ottobre, alle ore 18 presso la biblioteca comunale "Emilio Lussu", l'Assessorato alle politiche sociali e istruzione e l'Assessorato alla cultura del comune di Ossi, in collaborazione con il sistema bibliotecario Coros Figulinas e la cooperativa Comes, presentano Vindice Lecis e il suo ultimo romanzo "Il condaghe segreto". A condurre la serata sarà la giornalista della Nuova Sardegna Nadia Cossu.
Letture a cura di Rosanna Derudas, Giommaria Manunta e Daniela Muroni.

 

Si ringraziano per la collaborazione la libreria Koinè, la Cantina Alba&Spanedda e l'azienda vinicola Nino Derudas.

L'autore.
Nato a Sassari nel 1957, è giornalista del Gruppo Editoriale "L'Espresso" dal 1981. Ha lavorato a "La Nuova Sardegna" (capo cronista a Oristano e Sassari) e, come redattore-capo, a "il Centro" di Pescara, "La Provincia Pavese", "La Nuova Ferrara", la "Gazzetta di Reggio", e come inviato regionale in Emilia-Romagna e nazionale all'AGL (Agenzia Giornali Locali).
Ha pubblicato numerosi romanzi: La resa dei conti (Ariostea, 2003); Togliatti deve morire (Robin, 2005); Da una parte della barricata (Robin, 2007); Le pietre di Nur (Robin, 2011); Golpe (Corbo, 2011); Buiakesos: le guardie del Giudice (Condaghes, 2012); L'attentato che non ci fu (Cordero, 2013); Il condaghe segreto (Condaghes, 2013).
Saggi pubblicati: Un lungo viaggio nella cooperazione ferrarese (PresseWeb, 2007); 1948 la rivoluzione impossibile. Ferrara e l´attentato a Togliatti (2G Edizioni, 2007).


Il libro.
Nel XII secolo i pisani e genovesi considerano la Sardegna una loro esclusiva proprietà e combattono una lunga guerra per ottenerla. Scontri, accordi, tradimenti e intrighi si intrecciano con storie d'amore. Storia e invenzione si alternano e si completano. Questo accade anche quando entrano nel romanzo i monaci di Cabuabbas, il primo monastero cistercense dell'isola, edificato vicino a Sindia nella Sardegna centrale. Il condaghe segreto è il documento che raccoglie contratti che modificano la proprietà agraria sino a quel momento dei grandi majorales. E forse per questo non è mai stato trovato. L'invenzione aiuta e spiega la storia vera dalla quale emerge con forza una Sardegna pienamente inserita nelle vicende mediterranee dell'epoca e che nel romanzo rivive come una realtà palpitante che spinge sul proscenio due grandi personaggi come San Bernardo di Clairvaux e il monaco Gonario, padre di Barisone di Torres.