Le prime attestazioni riguardanti la denominazione della villa di Muros risalgono all’epoca dei Giudicati: la troviamo inclusa nella "Curatoria di Figulinas" (Florinas) insieme ad altri centri abitati, villae o curtes, la maggior parte dei quali è ora scomparsa. Questa "curatoria" appartenne al Giudicato di Torres a partire dall'anno 1000 circa, ed era così chiamata perché l'amministrazione era affidata a un "Procurator" o "Curator". Il nome "Figulinas" non indicava solamente il centro abitato dell'attuale Florinas, ma comprendeva tutta la regione della curatoria, nella quale si trovavano le seguenti ville o curtes (cioè semplici fattorie soggette a tributo): Urgeghe, Briai, Musellanus, Biguegna, Sena, Sebodas, Dulnosa, Cotronianus, Saccargia, Noagra, Beadas, Salvenero, Cargeghe, Muros, Ploaghe, S. Maria da Fenu, S. Leonardo, Musciano, Seleades, Sora, Serra, Encontre, Baiolis. Sopravvissero solo i centri più popolati, cioè le villae, mentre di alcune curtes è rimasto solo il nome.

Alla fine del '600 nel territorio di Figulinas erano rimaste solo le "ville" di Florinas, Ploaghe, Codrongianus, Cargeghe e Muros. I secoli passarono senza grandi novità, sia per tutta la curatoria di Figulinas, sia per Muros che doveva essere allora un agglomerato di casupole abitate da contadini e pastori. Caduti i Giudicati in seguito all'occupazione della Sardegna da parte degli Aragonesi nel secolo XIV, Muros passò agli Aragonesi, e dal 1600 in mano dei marchesi Martinez di Monte Muros. Il paese, che inizialmente faceva parte della baronia di Ploaghe, venne poi incorporato in altri feudi; il villaggio (assieme a Ossi) fu venduto da Galcerando Cedrelles a Berardo di Veramont, come risulta dall'atto redatto 14 marzo del 1545, per la somma di 7.500 ducati in oro. Nel febbraio del 1550, morto Veramont, la moglie, per soddisfare i creditori, vendette i due paesi a Durant Guiò per 8.000 lire, oltre i "carichi", che portarono il prezzo a 20.000 lire.

Non è dato conoscere le varie vicissitudini che negli anni che seguirono portarono all'investitura di un pronipote di Guiò, che per liberare dai "pesi' Ossi ottenne, il 18 gennaio 1656, la licenza di poter vendere all'asta pubblica il villaggio di Muros ad un nobile del tempo: don Francisco Martinez, che assunse così il titolo di marchese di Monte Muros. I possedimenti dei Martinez di Monte Muros non si limitavano solo al territorio di Muros, ma si estendevano verso Sassari sino a S. Pietro in Silki. Risale al 1951 la costituzione ufficiale del comune di Muros.