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Tissi conserva tracce significative di una frequentazione preistorica che fu in tutta quest’area intensissima. In particolare l’ipogeo di Sas Pùntas, in prossimità dell’abitato è un importante esempio di domus de janas a prospetto architettonico, che imita nella roccia la conformazione tipica delle tombe di giganti.

 

Ritrovamenti fortuiti del secolo scorso e saggi di scavo più recenti attestano del resto una continuità d’insediamenti sul sito dell’attuale abitato che autorizza a ipotizzare l’origine tardo-imperiale o bizantina del borgo, che in epoca giudicale fece parte della curatoria di Còros.

 

Una grave pestilenza provocò nel XI secolo lo spopolamento di Tissi, che rinacque a partire dal 1599 per iniziativa del feudatario Giacomo Manca (investito dagli Aragonesi del titolo di Barone di Usini), il quale fece costruire alcune case intorno alla chiesa romanica di S. Anastasia, trasformata così da chiesa campestre in parrocchiale. In seguito il nucleo nuovo dell’abitato, nella parte bassa, si saldò col vecchio, presieduto in cima alla salita dalla via principale dell’altra chiesa di Santa Vittoria, che conserva la bella facciata romanica. Il centro storico di chiara impronta medioevale, allungato attorno ai fulcri delle due chiese, costituisce una delle attrattive di Tissi.